Associazione Piazza d'Uomo - Biella

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PREGHIERA PER I MIGRANTI di Papa Francesco a Lesbo

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Dio di misericordia, Ti preghiamo per tutti gli uomini, le donne e i bambini, che sono morti dopo aver lasciato le loro terre in cerca di una vita migliore.

Benché molte delle loro tombe non abbiano nome, da Te ognuno è conosciuto, amato e prediletto. Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole.

Ti affidiamo tutti coloro che hanno compiuto questo viaggio, sopportando paura, incertezza e umiliazione, al fine di raggiungere un luogo di sicurezza e di speranza.

Come Tu non hai abbandonato il tuo Figlio quando fu condotto in un luogo sicuro da Maria e Giuseppe, così ora sii vicino a questi tuoi figli e figlie attraverso la nostra tenerezza e protezione.

Fa’ che, prendendoci cura di loro, possiamo promuovere un mondo dove nessuno sia costretto a lasciare la propria casa e dove tutti possano vivere in libertà, dignità e pace.

Dio di misericordia e Padre di tutti, destaci dal sonno dell’indifferenza, apri i nostri occhi alle loro sofferenze e liberaci dall’insensibilità, frutto del benessere mondano e del ripiegamento su sé stessi.

Ispira tutti noi, nazioni, comunità e singoli individui, a riconoscere che quanti raggiungono le nostre coste sono nostri fratelli e sorelle.

Aiutaci a condividere con loro le benedizioni che abbiamo ricevuto dalle tue mani e riconoscere che insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio.

Ultimo aggiornamento Domenica 24 Aprile 2016 08:57
 

CHI CI MINACCIA?

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Chi minaccia la nostra pace e la nostra possibilità di condurre una vita dignitosa con il nostro lavoro e dare opportunità ai nostri figli?

La politica della paura dà le sue risposte alimentando rabbia e tensioni, ma diversa è la realtà su cui riflettere.

Quei 62 nababbi ricchi come metà del mondo

(Leonardo Becchetti in Avvenire del 19 gennaio 2016)

Il nuovo rapporto Oxfam lancia l’allarme sulla crescita delle diseguaglianze mondiali della ricchezza con dati drammatici. Quello forse più impressionante è che basta mettere assieme le fortune dei 62 uomini più ricchi del mondo (nel 2010 ce ne volevano 388) per arrivare alla ricchezza cumulata dei 3,6 miliardi dei cittadini più poveri del pianeta. Il problema sembra dunque aggravarsi invece che ridursi, visto che i primi 62 hanno visto aumentare la propria ricchezza del 44% mentre la metà più povera dei cittadini del pianeta ha visto ridurre la sua del 41%. Questi dati sono la spia di un problema strutturale. Il modello capitalistico altamente finanziarizzato, nell’era della globalizzazione e in presenza di paradisi fiscali aumenta in maniera sproporzionata il potere contrattuale di pochi nella ripartizione della torta del valore creato.

Opportunità di delocalizzazione più finanziarizzazione ed evasione hanno consentito di trovare modi nuovi e sempre più efficienti di estrarre il massimo valore dai lavoratori, stimolando la concorrenza al ribasso, pagandoli il minimo possibile e non restituendone neanche una parte attraverso il fisco. E ciò spiega perché solo l’1% dell’aumento di ricchezza prodotto dopo il 2000 è andato al 50% più povero, mentre la metà dello stesso è stato appannaggio del top 1%.

Se c’è un Dio (e chi scrive su questo giornale ovviamente ci crede) deve essere molto arrabbiato con l’umanità. Un po’ come lo sarebbe quel padre che vedesse uno dei suoi figli prendere per sé tutti gli averi di famiglia e non dividerli con gli altri fratelli che sono nel bisogno.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Gennaio 2016 18:14
 

"Disarmali e disarmaci" sia la nostra rivolta!

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«Signore, disarmali! Signore disarmaci!». Così pregavano al cuore della bufera algerina i monaci trappisti di Tibhirine. E, in chi crede, tale preghiera sorge spontanea di fronte a efferatezze che di umano hanno solo il raziocinio con cui vengono progettate e realizzate. È un nuovo pezzo incandescente di quella «terza guerra mondiale» parcellizzata nella quale non si riesce a capire – o i pochi non vogliono che i molti capiscano – chi arma chi e a che scopo. Disarmare chi uccide senza pietas pare al di là delle nostre forze, come pure supera le nostre capacità il disarmare i nostri sentimenti e renderli degni di quell’umanità che non riconosciamo nell’altro quando assume i tratti del carnefice. Per questo l’autentico disarmo, interiore ed esteriore, è da invocare da Dio come dono ed è da ricercare con le nostre forze come profezia. Disarmati, potremmo forse trovare il tempo e la lucidità per porci interrogativi che oggi l’angoscia e il pianto soffocano nella rabbia dell’impotenza.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2015 23:51
 

I diversi volti dell'Islam nella storia, Ronco di Cossato, Chiesa di San Defendente

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Proponiamo la sera di venerdì 4/12 un incontro su un tema di grande attualità, visto in un'ampia prospettiva storica, in collaborazione con la Caritas locale ed il Consorzio Filo da Tessere:

I DIVERSI VOLTI DELL'ISLAM NELLA STORIA

la relazione introduttiva sarà tenuta da don Paolo Milani - docente di Storia delle religioni a Novara - presso la Chiesa di San Defendente a Ronco di Cossato. L'incontro avrà luogo alle ore 21 alle 23 e con l'allegato avviso proponiamo di collaborare ad invitare alla partecipazione all'evento.

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I diversi volti dell'Islam nella storia - don Milani
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Novembre 2015 23:56
 

Ciao, fratel Arturo, e grazie di tutto

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E’ morto a Lucca dov’era nato 102 anni fa Arturo Paoli.
Per più generazioni è stato uno dei maestri di vita e di fede più amati. Il suo funerale si tiene nella Cattedrale di Lucca mercoledì 14 luglio. Ma molti altri saranno i luoghi e i momenti in cui sarà ricordato. Vediamone qui ora la biografia (sulla falsariga di quella, ben fatta, che si trova su wikipedia). La sua è stata una vocazione adulta: quando entra in seminario a Lucca è il 1937, Paoli ha 25 anni e ha già fatto studi lettere a Pisa e si è poi laureato all’Università Cattolica di Milano nel ’36. Diviene presbitero nel giugno del 1940. Dal ’43 partecipa alla Resistenza nella sua terra natale ed è il referente principale, a Lucca, della rete clandestina toscana Delasem, guidata da Giorgio Nissim, che metterà in salvo oltre 800 ebrei in fuga dalla persecuzione nazista (per questo, Paoli sarà riconosciuto, quarantant’anni dopo, nel 1999, come “Giusto tra le nazioni”). Nel ’45 esce il suo primo libro, Il comandamento nuovo nell’ora presente, pubblicato da un piccolo editore di Pescia. Dopo la guerra, svolge il suo ministero a Lucca, fino a quando, nel 1949, viene chiamato come vice-assistente della Gioventù di Azione Cattolica a Roma. Il suo servizio nell’Azione Cattolica si scontra con l’allora presidente nazionale Luigi Gedda. Paoli rivendica il diritto all’autonomia politica del cristiano, in una fase in cui l’episcopato italiano e la gran parte dei laici va in direzione opposta. In questi anni scrive, per l’editrice AVE, alcuni libri: Il verbo incarnato (1950), La divina chiamata: meditazioni (1950), La Chiesa (1951), La teologia del matrimonio (1952), Dialoghi dello spirito (1953). Nel 1954, assieme al gruppo dirigente della Giac, viene dimesso dall’incarico

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Settembre 2015 21:16
 

GLI SCARTATI DELLA GLOBALIZZAZIONE

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La globalizzazione doveva portare alla fine della storia, frullando in un omogeneizzato compatto tutte le culture e offrendo dividendi e partecipazione a tutti.
Quello che sta accadendo è invece il paradosso di un’uniformità di visione economica e di progresso tecnologico che produce derive identitarie e quantità enormi di “scartati”. Sempre più persone nelle società occidentali non votano, non lavorano né studiano, insomma non partecipano alla vita sociale e questo inevitabilmente finisce per erodere il capitale sociale, quel collante fondamentale di fiducia, cooperazione, reciprocità, dono e senso civico che tiene insieme l’edificio sociale ed economico. La verità è che il progresso tecnologico che automatizza non solo il lavoro routinario ma anche parte di quello creativo non ha bisogno di tutti per funzionare. E’ evidente che in società come queste il problema della distribuzione diventa quello fondamentale. Se volessimo estremizzare per assurdo si potrà arrivare un giorno ad un’unica super macchina che produce e vende tutto quello di cui l’umanità ha bisogno. Il proprietario di questa super macchina sarebbe l’uomo più ricco del mondo e l’unico a percepire reddito ma qui si pone il problema di come fare a sostenere il potere d’acquisto degli esclusi che dovrebbero acquistare i prodotti.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Settembre 2015 22:30
 

Dacci oggi il NOSTRO PANE QUOTIDIANO

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Perché il pane quotidiano deve essere un diritto di tutti.
Omnia sunt communia: questa affermazione, risalente ai padri della chiesa, è stata la bandiera della rivoluzione di Thomas Müntzer (1489-1525), la “rivoluzione dei contadini”. Dal 1968 riappare periodicamente – così anche poche settimane fa a Milano, in occasione dell’inaugurazione di Expo 2015 – come scritta di protesta. Si può essere sorpresi dalla predicazione ecclesiastica degli ultimi decenni, muta sui temi della giustizia e dell’equità, ma questa affermazione era stata ripresa dal concilio Vaticano II: «Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità... L’uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni» ( Gaudium et spes 69).

Il cibo, che ci dà la vita e senza il quale moriamo, è la prima realtà che va necessariamente condivisa. Oggi siamo consapevoli dell’ingiustizia regnante, dell’assoluta mancanza di equità nella distribuzione delle risorse del pianeta. Si pensi solo che meno del 20%

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Settembre 2015 08:19
 

PAPA FRANCESCO all'EXPO di Milano- voce dei poveri, portavoce degli affamati

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di papa Francesco

(in “www.avvenire.it” del 1 maggio)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono grato per la possibilità di unire la mia voce a quelle di quanti siete convenuti per questa inaugurazione.

E’ la voce del Vescovo di Roma, che parla a nome del popolo di Dio pellegrino nel mondo intero; è la voce di tanti poveri che fanno parte di questo popolo e con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte. Vorrei farmi portavoce di tutti questi nostri fratelli e sorelle, cristiani e anche non cristiani, che Dio ama come figli e per i quali ha dato la vita, ha spezzato il pane che è la carne del suo Figlio fatto uomo.

Lui ci ha insegnato a chiedere a Dio Padre: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. La Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente!

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Maggio 2015 20:55
 

PARLARE AL NEMICO

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(da CITTA' FUTURA -on line, 18 febbraio 2015)

Sono nemico della tua violenza, ma voglio essere amico tuo.

Se ti ho fatto dei torti, li voglio riconoscere, parliamone, sono deciso a ripararli per quanto è possibile.

Diciamoci i mali che entrambi ci siamo fatti, per superarli insieme. Se siamo nemici per il passato,

possiamo collaborare per il futuro di entrambi. Ciò sarebbe il vero guadagno da questo conflitto.

La tua minaccia mi induce a minacciarti il peggior male che posso farti. Non voglio farti quel male,

non voglio gareggiare in violenza, perché perderemmo entrambi, nella vita, nell'onore e nell'intelligenza.

Due dolori non tolgono il primo dolore. La vendetta non placa l'offesa, ma attira male su male, come catena tormentosa.

Se deciderai per la violenza, ti resisterò fino a frustrare la tua idea di sottomettermi.

Decido di non colpirti perché mi appello alla tua intelligenza umana per vedere riconosciute le mie

giuste ragioni, come io voglio riconoscere le tue.

Scegliamo un mediatore giusto, che ci aiuti a trovare un terreno di trattativa e di accordo.

Se entrambi andiamo più su della volontà di dominio sull'altro, possiamo guadagnare i vantaggi della collaborazione.

Dopo i messaggi facciamo incontrare nostri messaggeri intelligenti, con mano aperta e animo disarmato.

Potranno fare piccoli passi, poi più grandi, verso la vita giusta per entrambe le nostre parti.

Sono nemico della tua violenza, anche della mia, perché voglio vivere e collaborare. Conviene a me, conviene anche a te

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2015 09:06
 

Ecco le 15 malattie della Curia Romana e un appello a sostegno del Papa

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Quindici «malattie», elencate e spiegate da Papa Francesco  una per una, nel dettaglio. Quindici sfumature di peccato, che nel suo secondo discorso alla Curia romana per gli auguri natalizi Francesco individua e spiega, invitando tutti a chiedere perdono a Dio. Quel Dio «che nasce nella povertà della grotta di Betlemme per insegnarci la potenza dell'umiltà», accolto non dalla gente «eletta» ma dalla gente «povera e semplice». È un «vero esame di coscienza» quello che Papa Bergoglio chiede di fare ai suoi collaboratori, in preparazione alla confessione prima di Natale.  «Malattie» e «tentazioni» che non riguardano soltanto la Curia, ma «sono naturalmente - spiega - un pericolo per ogni cristiano e per ogni curia, comunità, congregazione, parrocchia, movimento ecclesiale». Ma che Francesco evidentemente identifica come atteggiamenti presenti innanzitutto nell'ambiente dove vive ormai da ventuno mesi.

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Appello a sostegno di papa Francesco.pdf
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Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Gennaio 2015 00:18
 

Costruire comunità oggi: dalla famiglia alla comunità civile

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Domenica 23 novembre 2014  si è svolta l'Assemblea dell'Associazione Piazza D'Uomo.

Dopo una breve introduzione sull'attività svolta dall'Associazione, il prof. Gian Maria Zavattaro ha affrontato alcune delle domande che erano state proposte in preparazione dell'Assemblea:  In un mondo dove tutto è visto come provvisorio, dove si chiede disponibilità e flessibilità, dove ci vogliono sempre pronti con la valigia in mano per adattarsi ai bisogni del lavoro, per cogliere nuove opportunità,  è possibile "Costruire comunità"? Quali spazi vi sono per prendersi cura degli altri, per assumersi la responsabilità di collaborare a costruire una comunità? La società liquida è la fine delle comunità? Segna il tramonto dell'Uomo come persona e il trionfo dell'Uomo come individuo? Un individuo senza comunità quali punti di forza può  sviluppare e  a quali debolezze e povertà va incontro? Cosa si può fare per permettere agli uomini di di essere persone, parti di comunità dove ci si prende cura gli uni degli altri? Quale ruolo della fede? quale ruolo della cultura? quale ruolo della politica? Quale ruolo delle associazioni? qual é il nostro ruolo di persone che credono ancora che una vita "ricca" debba essere vissuta nelle comunità degli uomini?

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costruire comunità oggi, GianMaria Zavattaro.pdf
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Piazza d'uomo, nota sulle attivita` 2013-14.pdf
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Ultimo aggiornamento Domenica 14 Dicembre 2014 23:24
 

Il Sinodo straordinario sulla famiglia

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Si è concluso il Sinodo straordinario dei Vescovi sulla famiglia voluto da Papa Francesco. E’ stato un evento importante per la storia della Chiesa, sia per i contenuti sia per il metodo seguito. Il vento del Concilio Vaticano II è tornato a soffiare. Tra i Vescovi e cardinali c’è stata una discussione aperta e franca, come il Papa ha richiesto fin dal momento dell’apertura del Sinodo. Nel corpo della Chiesa si è aperto un confronto vivace, torna ad emergere un’opinione pubblica tra i fedeli. Il documento finale del Sinodo, la Relatio Synodi, è stato votato punto per punto. Su 62 punti del documento, 59 sono stati approvati con la maggioranza dei due terzi. La relazione finale di diciotto pagine è stata pubblicata per espressa volontà di Papa Francesco, anche se tre punti - riguardanti i temi della comunione ai divorziati risposati e delle unioni omosessuali - « hanno raggiunto solo la maggioranza  semplice».

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La "Relatio Synodi", documento finale del Sinodo straordinario sulla famiglia
Testo integrale del documento "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione" e i risultati delle votazioni dei padri sinodali su ogni singolo punto156 Kb
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Novembre 2014 16:38
 

14/10, Presentata al Governo la richiesta di istituire il REIS, reddito di inclusione sociale

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Andrea Pistono, Presidente del Centro Servizi Volontariato Biella, ha partecipato in qualità di rappresentante di Csv.net (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio Italiani) e componente dell’Alleanza contro la povertà locale, all’incontro tenutosi lo scorso 14 ottobre presso il Cnel di Roma – fra il Governo e l’Alleanza Contro le Povertà nazionale, a cui aderiscono circa quaranta tra organizzazioni del Terzo settore, volontariato  e associazioni sindacali. "Anche l'Ue ritiene importante la lotta alla povertà con il sostegno all'inclusione attiva (Sia). Intendiamo potenziare la sperimentazione Sia, attiva in 12 città del Paese, cercando nella legge di stabilità le risorse per estenderla all'intero Paese. Sono stati avviati pagamenti da aprile ad agosto, 50 milioni di euro per le 12 città. Con il progetto del Reddito di inclusione sociale ( www.redditoinclusione.it) il governo ha comunanze di vedute ma ci sono limiti di bilancio con cui si deve fare i conti".

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Novembre 2014 21:57
 

Costruire insieme la città dell'uomo, dopo i 7 incontri.

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DOPO MARTEDI’ 29 APRILE. “SE NON IO CHI ? SE NON ORA, QUANDO?”

I filmati degli interventi dei relatori sono tutti visibili dal sito delle ACLI www.aclibiella.com con le quali abbiamo collaborato all’organizzazione del percorso, tramite il link a youtube. L’iniziativa prosegue - dopo l’incontro del 29 aprile presso la Casa dei Popoli e delle Culture nel corso del quale sono state individuate alcune possibili iniziative suggerite dai temi trattati nei 5 incontri – con l’Alleanza contro la povertà biellese, prima urgenza scaturita dall’incontro a Vallemosso sulle risposte alla povertà crescente, che ha impegnato 14 associazioni e sindacati e della quale c’è una documentazione anche in questo sito.

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Abitare, vivere, partecipare per costruire insieme la città dell'uomo
Nel depliant allegato si possono trovare tutte le date e i temi che verranno affrontati nei 7 incontri del percorso100 Kb
Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Novembre 2014 15:32